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Le saline di Marsala, Trapani e Paceco tra storia, cultura e tradizioni millenarie

di Sergio Pace

Il litorale che si estende da Trapani a Marsala è costellato da una serie di saline che costituiscono un contesto naturale e ambientale di notevole interesse. Nel 1995 è stata istituita la Riserva Naturale Orientata delle saline di Trapani e Paceco. Oltre a quest’area naturale protetta, nella Riserva dello Stagnone si trovano le Saline di Marsala, anch’esse tra le più visitate in provincia di Trapani. Secondo quanto raccolto dallo storico Carlo Alberto Garufi, la prima salina del litorale di cui possediamo notizie è una salina nell’isola di San Pantaleo, esistente già in epoca normanna nel 1101.

Il Kothon di Mozia. Fonte immagine: dailygreen.it

La concessione della salina fu redatta da re Ruggero in favore dei monaci basiliani di Santa Maria della Grotta di Marsala dell’isola. La salina di cui dà notizia il Garufi sicuramente è da riferirsi al Kothon fenicio dell’isola di Mozia, una piscina sacra, collegata con il tempio di Baal.

Metodi di raccolta

Il sale marino integrale di Trapani, ancora oggi viene prodotto in piccole saline a conduzione tradizionale con metodi di raccolta variati nel corso del tempo. Il primo sistema di raccolta del sale a Trapani risale al medioevo e consisteva nella produzione del sale in piccole vasche create con argini di argilla dove veniva fatta entrare l’acqua per effetto delle maree. Questo tipo di sistema è resistito fino ai nostri giorni, tanto che risulta ancora presente in molte zone del Mediterraneo.

Raccolto e trasporto del sale. Fonte immagine: discoveritaly.alitalia.com

Successivamente, durante il XVI secolo, furono gli Spagnoli a introdurre un sistema di produzione del sale che potesse ottimizzare la produzione e l’estrazione. Dobbiamo proprio a loro il disegno delle saline e i vari metodi di lavoro come li conosciamo adesso.

Anche dopo il 1965 non risultano particolari modifiche nel procedimento di raccolta del sale; l’unica “innovazione” fu la sostituzione delle ceste prima trasportate a spalla successivamente con le carriole. Anche dalla vasca salante non si usciva piu’: un nastro trasportatore rendeva facile accumulare il sale sugli arioni in “munzelli”. Oggi si assiste anche all’estrazione del sale industriale per mezzo di scavatori. Il sale raccolto viene direttamente caricato sui camion e avviato alle fasi di lavaggio, essiccazione e confezionamento.

I canti dei salinai

Durante le varie fasi lavorative c’era spazio anche per momenti intrisi di sentimento e di coinvolgimento emotivo, momenti che accompagnavano le varie operazioni di raccolta: i canti dei salinai. Erano delle filastrocche in dialetto che appunto “ritmavano” le fasi lavorative e permettevano contemporaneamente ai salinai di tener conto della quantità di sale raccolta. Il canto altro non era che la conta delle varie ceste riempite dai cosiddetti “spalatura” che venivano trasportate dai cartiddara sull’ariuni.

In genere intonava il canto colui che era addetto alla conta delle misure in legno. Oggi dobbiamo riconoscere che questa usanza è quasi scomparsa ma rimane intatta nella memoria dei salinai più anziani e più esperti.

Salinai trapanesi. Fonte immagine: Itacanotizie.it

Il museo del sale

Nella piccola frazione di Nubia si trova il Museo del Sale, un museo tematico incentrato sulla storia del sale, sui metodi e sugli strumenti di lavoro, con un ricco apparato fotografico.  Il museo, inaugurato nel 1986,  ha sede all’interno di un baglio chiamato “casa salaria” con annesso un antico mulino a vento.

All’interno del baglio sono esposti gli antichi strumenti con cui i salinari erano soliti lavorare, foto, reperti originali come ruzzoli, cattedri, le pale di legno dei mulini (intinni), la spira, i sacchi di iuta, le reti e le nasse, i listelli di legno (tagghia) per misurare il sale ed una pesante macina. Il museo rientra nell’itinerario turistico-culturale della Via del Sale, che si pone come obiettivo la valorizzazione di questo tratto di ambiente umido, con le saline e i mulini.

Museo del Sale di Nubia e, sullo sfondo, la Torre di Nubia. Fonte foto: mapio.net

Fonti: www.salinenatura.it – www.cuordisale/salinetrapani.com – trapaninostra.it – Troia A., Saline di Trapani e Paceco Guida alla storia naturale, Ed. Anteprima, 2005 – Bufalino Gesualdo e Costanza Salvatore, Saline di Sicilia, Sellerio, 1988 – C.A. Garufi,  “I Documenti inediti dell’epoca normanna in Sicilia”, collana “Documenti per servire alla storia di Sicilia”, Palermo, 1899 , serie I^, XVIII edita dalla Società Siciliana per la Storia Patria – Barbata A., Viaggio attraverso la storia delle saline Trapanesi, II parte

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