In Sicilia si coltivano i limoni più buoni del mondo.

loading…

Da sempre la Sicilia è stata considerata la terra degli agrumi: arancia bionda, rossa, limoni, limette, mandarini, mandaranci, pompelmi, clementine, cedro.

Simbolo e fiore all’occhiello dell’agricoltura siciliana, il limone fu coltivato in Sicilia (prima che nel resto d’Europa) a partire dal X secolo, durante la dominazione araba. Giunto dall’Oriente, lungo vie commerciali tracciate da secoli, attraversando l’Egitto e il Nord Africa, il limone (Citrus limon) è un ibrido ottenuto dall’incrocio tra il cedro e il pomelo; appartenente alla famiglia delle Rutacee, si propaga per innesto o talea, ha foglie di forma ellittica e rami spinosi; i suoi i fiori, la zagara, sono bianchi e profumatissimi. La colorazione della buccia, verde o variegata di bianco o di giallo, dipende dal tempo di raccolta che ne determina la tipologia: primofiore, verdelli o bianchetti.

Nel Liber De Regno Sicilie di Ugo Falcando del XII secolo, in cui sono descritte le bellezze della Sicilia, sono citati anche gli agrumi che, all’esterno, hanno una buccia colorata e odorosa e, all’interno, sono acidi: i limoni (lumìas), il cui sapore acido è idoneo per condire gli alimenti, e gli aranci amari (arangias), di sapore agro.

Fino al Cinquecento utilizzato solo nella preparazione di cibi di lusso, il limone fu coltivato in maniera intensiva a partire dal Seicento nel territorio siracusano, grazie all’opera dei Padri Gesuiti, esperti coltivatori. Così, questa coltivazione divenne una delle principali fonti di sostentamento, raggiungendo nel 1891 una produzione di circa 11.600 tonnellate. Questo successo portò alla nascita di numerose aziende agrumarie, che estraevano dal succo di limone l’agrocotto, il citrato di calcio e l’acido citrico.

Fonte: www.komoosee.com

I limoni siciliani sono considerati tra gli agrumi più buoni e ricchi di proprietà al mondo, nell’isola se ne contano due varietà fondamentali: l’Interdonato di Messina e il Femminello Siracusano.

LIMONE INTERDONATO DI MESSINA

Questa varietà di limoni sono ottenuti da un clone di cedro ed uno di limone, diffusi nell’areale ionico della provincia di Messina, riconosciuti il 12/11/2009 dall’Unione Europea come una delle Indicazioni Geografiche Protette della nostra isola. Prende il suo nome da Giovanni Interdonato, Colonnello Garibaldino siciliano appassionato agrumicoltore che ritiratosi in vita privata, effettuò più di cento innesti sulle proprie piante di limoni in Sicilia fino ad ottenere tale ibrido.

La sua forma è ellittica ed allungata, la scorza è poco rugosa e la pezzatura è abbastanza elevata, compresa tra 80 e 350 gr. E’ un limone abbastanza precoce in quanto la sua raccolta comincia già a Settembre, per terminare nel periodo primaverile, con punte invernali. I limoni siciliani della varietà interdonato sono apprezzabili non soltanto per il loro succo e la loro buccia, ma questi vengono anche gustati come ottimi dolci: ricoperti di zucchero e lasciati a macerare una notte in frigo, assumono un sapore unico!

LIMONE FEMMINELLO SIRACUSANO

Siracusa, la patria di Archimede, terra rigogliosa e ricca di cultura, oltre a godere della costante presenza del sole si avvale di un’altrettanta bionda e costante presenza: il limone siciliano della varietà Femminello Siracusano.
Con i suoi 5.000 ettari coltivati nella sola provincia di Siracusa, i limoni siciliani Femminello coprono, da soli, un quarto della produzione di limoni nazionale.

Considerati una delle varietà di limoni più pregiate d’Italia per le sue proprietà organolettiche, i limoni di Siracusa sono generalmente di media grandezza, molto profumati e il 30% più succosi rispetto agli altri limoni.

Il colore va dal verde al giallo intenso, la buccia è omogenea e fine e il frutto è generalmente con pochi semi. Ma non è solo bello fuori! I limoni di Siracusa, infatti, sono molto ricercati dalle più importanti case di profumi e di cosmesi del mondo per l’alta qualità degli oli essenziali che possiedono nonché per la ricchezza di ghiandole oleifere presenti nella buccia fine e setosa.

Siracusa, la Cooperativa PASAM da 30 anni produce e commercializza i limoni siciliani della varietà Femminello Siracusano con immutata passione e impegno, garantendo la più elevata qualità dei processi e dei prodotti e la massima sicurezza alimentare. Il suo impegno e l’attenzione alle vigenti norme di sicurezza alimentare è riscontrabile nell’adozione di un sistema interno di tracciabilità del prodotto che permette di identificare con precisione la provenienza esatta di ogni singolo frutto PASAM destinato alla vendita.

Da azienda specializzata nell’agricoltura biologica, PASAM porta nelle tavole internazionali limoni siciliani che non contengono fungicidi, cere o prodotti sintetici, ma solo vitamine e sostanze nutritive, contribuendo a portare alta la bandiera della genuinità italiana.

Essendo l’agrume che possiede il maggiore contenuto di vitamina C e di acido citrico, indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo, i limoni siciliani della varietà Femminello Siracusano possono vantare molte proprietà benefiche fondamentali. 

Fresco, dissetante e disintossicante, è particolarmente consigliato per una corretta alimentazione e per la cura di molte patologie.

Inoltre, il limone di Siracusa è protagonista di uno studio clinico per dimostrare l’efficacia del suo succo nella prevenzione della calcolosi renale.

Fonte. www.pasamagrumi.it

Precedente Le arance tarocco, gli augrumi di altissima qualità, 100% siciliane. Successivo Alla scoperta dei tesori della Tonnara di Bonagia, a pochi km da Trapani.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.