Inverno pazzo in Sicilia: campi aridi e grano che non riesce a germinare. Sbocciate le piante da frutto.

Con il caldo anomalo e la mancanza di pioggia è già scattato l’allarme incendi mentre un numero crescente di regioni sta facendo i conti con la siccità nelle campagne con difficoltà per le coltivazioni e nei pascoli per l’alimentazione degli animali. E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’andamento climatico anomalo del 2020 che si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre sul pianeta facendo registrare una temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo.

In Sicilia si fanno già i conti con l’allarme siccità in campagna e  si riscoprono addirittura le messe con preghiere propiziatoria in provincia di Trapani a Gibellina mentre a Poggioreale, dove non piove da circa due mesi, è stata organizzata una processione del Santissimo Crocifisso e di Sant’Antonio da Padova, protettore del paese. In Sicilia in vaste aree dell’isola i campi sono aridi e i semi non riescono neanche a germinare ma la mancanza di acqua ed il vento minaccia anche le lenticchie di Ustica. Problemi anche nella zona del ragusano, l’erba è secca e ai pascoli manca l’erba, si temono speculazioni sul prezzo del fieno per alimentare gli animali.

Il clima pazzo che non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna ma espone le piante anche al rischio di gelate nel caso di brusco abbassamento delle temperature con conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno. La natura è in tilt e a macchia di leopardo lungo la Penisola dove – riferisce la Coldiretti – si sono verificate fioriture anticipate dei mandorli in Sicilia e Sardegna dove iniziano a sbocciare le piante da frutto.

Non solo danni pero’,  sui banchi – conclude la Coldiretti – sono arrivate con oltre un mese di anticipo le primizie per effetto di un inverno anomalo segnato da temperature bollenti che hanno mandato in tilt le colture lungo tutta la Penisola e se nel Lazio gli agricoltori offrono agretti, carciofi romaneschi, erbe spontanee come il papavero e le fave che sono già presenti anche in Puglia insieme alle fragole arrivate prima di alcune settimane e già pronte al consumo, mentre in Veneto ci sono addirittura già le chiocciole risvegliate in netto anticipo dal letargo insieme ai primi asparagi e all’insalata novella.

Precedente Don Vito Castronovo, una vita dedicata alla comunità di Custonaci. Successivo A San Vito Lo Capo "Marina Bay" prepara un nuovo progetto, il comitato per il NO alza le barricate.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.