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La caponata siciliana, storia e ricetta di un piatto diventato famoso nel mondo.

LA CAPONATA SICILIANA

Sulle origini del nome di questo piatto, diverse sono le ipotesi, in primis che derivi dal greco“Capto”, dal verbo tagliare, in quanto tutti gli ingredienti utilizzati per preparare la caponata sono tagliati a pezzi. 

La seconda ipotesi è che Il nome derivi dal latino “Caupona”, ossia osteria: i marinai, infatti, erano soliti fermarsi a mangiare un pezzo di pane condito con capperi, alici e olio proprio nelle osterie, quindi questo nome fa riferimento alle origini di questo cibo,  povero ma molto soddisfacente. 

L’ipotesi che oggi tutti accettano come la più plausibile, però, è che Il nome derivi dal termine “Capone” (Lampuga in italiano): si tratta di un pesce presente nel Mar Mediterraneo, che veniva utilizzato nei pranzi aristocratici, ed era spesso servito in agrodolce. Col tempo,e grazie alle dominazioni che si sono susseguite in Sicilia, la Lampuga venne sostituita con la melanzana, per consentire ai ceti meno abbienti di poter assaggiare questo piatto. Quale sia l’origine reale del nome resta un po’ un mistero, ma la cosa certa è che la caponata, sia nella versione con la Lampuga che nella versione con le melanzane, è di certo un piatto che merita di essere assaggiato una volta giunti in Sicilia.

Ph ilgiornaledelcibo.it
In tutta l’isola sono tante le ricette della caponata, circa una trentina. Scopriamone alcune: si parte dalla versione agrigentina con melanzane, peperoni, pomodori, cipolle, sedano, olive verdi, olive nere, capperi, aceto, miele, zucchero, aglio, olio, peperoncino, basilico pinoli o mandorle, uvetta. 

La versione trapanese, invece, prevede  melanzane, peperoni, olive, cipolle, pomodori maturi, capperi, aceto, zucchero e mandorle tostate. In quella catanese, a melanzane, peperoni di vari colori, olive, cipolle, capperi, aceto, zucchero vengono aggiunti a volte  basilico, aglio e patate.

Ph la cucinaitaliana.it

Ingredienti

  • Melanzane 3
  • Sedano 500 gr
  • Capperi 50 gr
  • Olive nere denocciolate 100 gr
  • Cipolle 1
  • Passata di pomodoro 6 cucchiai da tavola
  • Aceto di vino bianco 1 cucchiaio da tavola
  • Sale q.b.

Procedimiento

Puliamo e tagliamo le melanzane a dadi di circa due centimetri e mettiamoli in un colapasta con del sale grosso con un pseo sopra per eliminare l’acqua di vegetazione. Dopo circa 40/50 minuti, sciacquamole, asciughiamole e friggiamole in olio abbondante. Poggiamole su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Laviamo il sedano, sfiliamolo e tagliamolo a pezzetti piccoli. Facciamo bollire in acqua per 10-15 minuti, scoliamolo e mettiamolo da parte. Tagliamo la cipolla a fette e stufatele in poca acqua fino a quando sarà evaporata. In una padella mettiamo la cipolla bollita con abbondante, poi aggiungiamo i pomodori spellati e tagliati a pezzetti. Facciamo cuocere per 6-7 minuti. Aggiungiamo i capperi dissalati, il sedano bollito, l’uvetta fatta rinvenire in acqua tiepida e i pinoli. Aggiustiamo di sale e pepe e fate cuocere per 10 minuti. Sciogliamo un cucchiaio di zucchero in poco più di mezzo bicchiere d’aceto e versiamolo in padella. Aggiungiamo le melanzane fritte e giriamo tutto per amalgamare tutti gli ingredienti. Ultimiamo con le olive cuocendo per un minuto e lasciamo raffreddare servendo a temperatura ambiente.

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