La Cappella Palatina: uno scrigno d’arte unico al mondo nel cuore della città di Palermo.

Al primo piano di Palazzo dei Normanni, il monumentale palazzo voluto da Ruggiero II per accogliere la più sontuosa corte d’Europa, si trova il tesoro più prezioso della Palermo medievale: la Cappella Palatina.

La Cappella Palatina, venne fatta edificare da Ruggero II, e consacrata nel 1140. Nel suo complesso rappresenta la massima espressione del sincretismo culturale che distinse l’epoca ruggeriana, e uno dei monumenti medievali meglio preservati tanto nella parte architettonica quanto in quella decorativa. L’edificio si compone di un presbiterio rialzato a pianta centrale e di un corpo longitudinale a tre navate: il primo è contraddistinto da tre absidi e da una cupola su base quadrata di ascendenza bizantina, mentre il secondo si distingue per la presenza di archi acuti su alti piedritti, sorretti da colonne e capitelli di spoglio. Conserva al suo interno generi diversi per origine e cultura figurativa – islamica, bizantina, occidentale – che fanno della Cappella l’esempio più rappresentativo delle arti mediterranee nell’ambito della Sicilia normanna.

Si conservano quasi inalterati la straordinaria decorazione marmorea in opus sectile dei pavimenti e delle pareti, straordinaria per l’abbondanza dei porfidi, i mosaici bizantini del presbiterio (datati al regno di Ruggero II) e delle navate (datati invece al regno di Guglielmo I e a quello di Guglielmo II), le pitture islamiche dei soffitti lignei. Unica nel suo genere è la straordinaria macchina lignea a muqarnas, poligoni stellati e cupolette della navata centrale, le cui decorazioni dipinte costituiscono il più vasto complesso di pittura islamica di età medievale che si sia conservato. In uno spazio attiguo all’edificio sacro sono custodite una serie di arredi e suppellettili, ostensori e reliquiari entrati in possesso del clero palatino nel corso dei secoli, costituenti quello che fu, sin dall’epoca medievale, il Tesoro della Cappella Palatina, dove assumono particolare rilievo quindici cofanetti in avorio decorati e figurati, facenti parte di una classe di oggetti eburnei, molto caratteristici dell’età normanna di Sicilia, che la critica novecentesca ha definito ‘arabo-siculi’.

(© Dossier di Candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List del sito seriale Palermo Arabo- Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, dicembre 2014).

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