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La chiesa dell’Epifania a Trapani: uno scrigno d’arte abbandonato che rischia di scomparire

di Sergio Pace

La piccola chiesa dell’Epifania è una delle più antiche di Trapani. Originariamente, e per lungo tempo, è rimasta fuori dal nucleo abitativo della città, fuori le mura. La zona ad ovest, infatti, era un insieme di scogli e isolotti (la zona che attualmente va dalla Casa del Mutilato in poi, per capirci), poi bonificata e resa edificabile. La storia di questa chiesetta si ricollega a quella dei padri Cappuccini a Trapani. Furono proprio loro a edificarla nel 1619, annessa al convento che presentava un grande orto e un recinto di mare per la pesca. Lo stile architettonico è semplice e lineare, con un ampio portale situato sotto il livello attuale della strada. L’interno della chiesa è caratterizzato da un’unica navata. Come ci riporta il Serraino, nel 1669 fu posto un grande reliquiario sull’altare maggiore, donato dal vescovo di Pisa. Nelle cappelle laterali si potevano trovare le sculture in legno del Crocifisso, della Madonna e di San Giovanni, opere del cappuccino Fra Benedetto (Michele Valenza).

Trapani – Chiesa dell’Epifania – Foto di telesudweb.it

Nei primi anni del ‘900 qui venne trasferita la statua lignea di Santa Lucia, opera dello scultore Giuseppe Tartaglia, un tempo conservata proprio nell’ex-chiesa omonima in via Sant’Anna. Per salvaguardarla, oggi la statua, tanto venerata dai fedeli e dai pescatori dell’antico quartiere “Palazzo”, è custodita presso la chiesa di San Francesco d’Assisi. Pregevoli quadri erano presenti all’interno della chiesetta: i quadri della “Cena”, di San Tommaso d’Aquino, della “Madonna della Pietà” (a Mani di confusione) e quello della Madonna di Trapani con Sant’Alberto, di Giuseppe Felice (all’interno della chiesa si trova la sua tomba). Al Museo Pepoli è esposto il bellissimo pavimento della sua navata, raffigurante l’antica città di Trapani, dall’antico nucleo abitativo della città fino al Santuario dell’Annunziata, allora fuori dalle fortificazioni murarie. Nell’immagine è rappresentata anche la raccolta del corallo.

Rettore della chiesa dal 1900 al 1928 fu Don Nicolò Guarnotta che si impegnò nel restaurare il tempio, la cappella di Sant’Anna e quella con il quadro dell’Addolorata, volgarmente detta “della Confusione” perché aiutava i fedeli liberandoli dalla confusione dei loro problemi. La cappella della Madonna della Catena e quella di Sant’Anna vennero abbellite nel 1928. Nel 1992, essendo il tetto del cappellone pericolante, la chiesa venne abbandonata e molte opere d’arte vennero trasferite in altri luoghi per evitare che venissero compromesse. Fino a qualche anno fa i trapanesi, nei primi giorni di dicembre, erano soliti recarsi nella chiesa dell’Epifania per assistere alla “tredicina” in onore di Santa Lucia.

Statua lignea di Santa Lucia, opera dello scultore Giuseppe Tartaglia

Come detto prima, la statua lignea della santa era stata trasferita li. Poi il 13 dicembre i fedeli si riunivano in chiesa per la preghiera e passavano un po’ di bambagia sulla statua della santa per invocarne la protezione. Da decenni la chiesa è chiusa al culto e dichiarata in stato di pericolosità. Versa in uno stato di forte degrado e abbandono. Per non perdere questo prezioso bene architettonico e storico della nostra città, urgono tempestivi interventi di messa in sicurezza e di restauro.

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