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La palma nana: dalla coffa, alla scopa, al tappeto. Dall’artigianato all’accessorio di moda

La palma nana è una pianta autoctona che caratterizza l’ambiente naturale della provincia di Trapani, è detta nana appunto per le sue piccole dimensioni. Le foglie e il cuore della palma nana vengono tagliate e fatte essiccare nella stagione estiva, pulite delle “spine”, e si creano delle corde che gli artigiani locali intrecciano per la realizzazione di opere caratteristiche.

Pianta di palma nana – in siciliano “giummarra”

Intrecciare la curina non è facile ma, una volta imparato, diventa un movimento automatico e lo si realizza a memoria con movimenti sicuri e quasi magici.

Le coffe sono le tipiche ceste siciliane ottenute dalla lavorazione della “curina”, la parte tenera, molto resistente delle foglie di palma nana che, intrecciata da mani sapienti, dà vita a svariati oggetti anche di uso domestico come borse, coffe, sacche, tappeti, scope impiegate per il forno a legna, o le corde usate per stendere i panni o per riempire i fondi delle sedie, e tantissimo altro. Un materiale interamente realizzato a mano, versatile, resistente al calore, all’usura. Oggi l’antica tradizione siciliana dell’intreccio della “curina” si sta perdendo, ma c’è chi continua a mantenere viva la produzione.

Prodotti realizzati con la curina, corda ricavata dall’intreccio delle foglie della palma nana

La Coffa Siciliana, in origine, era uno strumento utilizzato in attività agricole, come cesta per il foraggio dei cavalli o come contenitore per il trasporto di materiale posizionato sui muli. Da oggetto rurale è diventata un accessorio della moda estiva, reinterpretata da artigiani ed artisti. Oggi è sempre più ricca di decorazioni che ricordano tantissimo le bardature dei cavalli dei carretti siciliani. Molti gli artigiani che l’esportano in tutto il mondo.

“Per fare un tappetino – dice il signor Andrea Anselmo di Scopello – occorrono almeno due giorni di lavoro: bisogna fare la corda, poi bisogna cucirla, fare la treccia, il bordino di corda più grossa e intrecciare il tutto. Ci vuole tanto tempo e tantissima passione, il risultato però dà anche tanta soddisfazione e non può costare meno di 100 €”.

Nei musei della Riserva Naturale dello Zingaro si trovano gli intrecci di curina, gli utensili e alcuni prodotti in esposizione. Oggetti realizzati con l’intreccio della palma nana li troviamo anche nel museo Annalisa Buccellato – Etno-Antropologico a Castellammare del Golfo.

Chi viene in vacanza in Sicilia, in questa zona, non può non portare a casa un souvenir tipico della provincia di Trapani.

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