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La Salsiccia siciliana: l’immancabile compagna di feste e scampagnate con amici e parenti

Quando si parla di festa e di scampagnate in Sicilia si ha subito in mente l’immagine delle grandi grigliate di salsiccia con amici e parenti, o ancora della nonna intenta a preparare lo stufato di salsiccia per il pranzo domenicale.

La “Sosizza” o “sasizza”, cosi come viene chiamata in dialetto siculo, sull’isola vanta origini antichissime, addirittura riconducibili al periodo della dominazione romana, lo stesso Virgilio ne parla con enfasi nelle “Georgiche”, uno tra i suoi poemi più famosi, incentrato sulle attività agricole.

Sebbene non si possa delineare un’origine geografica e temporale esatta, si sa che la salsiccia veniva preparata occasionalmente nel periodo pasquale soprattutto nella provincia di Trapani, tanto che in questa zona della Sicilia, ancora oggi, la sua variante dalle dimensioni più grandi, viene chiamata Salsiccia “Pasqualora”. Questa specifica tipologia di formato, legata con lo spago a formare i “caddozzi”, termine dialettale con cui vengono chiamate le porzioni di salsiccia, viene fatta essiccare e consumata come salame o cotta stufata all’interno del sugo di pomodoro.

La salsiccia siciliana come da tradizione viene ricavata dalla carne di suino biondo locale, tuttavia esistono delle ottime varianti come quella preparata con la carne del “Suino Nero dei Nebrodi”, il suino autoctono allevato allo stato semibrado nel “Parco dei Nebrodi”.

La preparazione della salsiccia inizia con la selezione dei tagli di carne di maiale di spalla e coscia, ai quali vengono aggiunti i pezzi della pancia e della cotenna per apportare il giusto quantitativo di grasso. La carne tritata a punta di coltello o con il macinatore, viene condita con sale marino, pepe nero e semi di finocchietto selvatico e successivamente insaccata nel budello di ovino o suino.

Oltre che ad essere magistralmente utilizzata in preparazioni semplici come le grigliate, la salsiccia viene adoperata per piatti più elaborati come lo stufato e il cous cous, o addirittura posta sopra a un ottimo piatto fumante di busiate al pesto alla trapanese.


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