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La Sicilia è l’isola più bella del mondo! Potrebbe vivere di turismo e agricoltura. Ma non ci prova

di Angela Badalucco

Una riflessione a voce alta a proposito delle sempre più frequenti scoperte archeologiche nel nostro Paese, nella nostra Sicilia. Ultima l’anfora, risalente al V/VI secolo avanti Cristo, contenente lo scheletro di un bambino. Ritrovamento che va ad aggiungersi a quel grande patrimonio archeologico che fa della Sicilia il museo, a cielo aperto, più grande al mondo. Non credo di aver peccato di presunzione. Una riflessione che mi porta ad allargare lo sguardo su tutte le nostre risorse e potenzialità non messe a fuoco e sfruttate in maniera intelligente e proficua.

Ritrovamento dell’anfora tombale

Abbiamo un mare ancora molto pescoso; abbiamo delle coste bellissime che il moto ondoso trasforma col suo incessante andare e venire; abbiamo un sole che, durante tutto l’arco dell’anno, scalda non solo l’anima ma permette un’agricoltura come madre natura vuole ed è fonte di energia pulita come pure il vento; abbiamo l’entroterra che ci dà, nelle sue verdi e assolate colline, vigneti, uliveti ed alberi da frutto che, altro che “Conca d’oro”, è miniera d’oro; abbiamo le saline, abbiamo l’Etna! Cosa ho dimenticato? L’artigianato, la creatività, la solarità, la passione, l’estro, l’intelligenza, la caparbietà!

Abbiamo avuto popoli e popoli che ci hanno conquistato e dominato ma anche regalato tanto di loro! E tra tutti, i prodotti, la cucina, i dolci e la lingua. Un minestrone di tutto, una macedonia di tanto, un’armonia perfetta. Cosa ci manca? L’industria? Solo quella che trasforma i prodotti del territorio? C’é! Bisogna valorizzare queste risorse, valorizzare le nostre maestranze, far lavorare i nostri ragazzi nel territorio secondo le loro competenze. E avremo la pesca, l’agricoltura, e il turismo. E un territorio sicuro.

Fontana della vergogna

Ma il territorio, come la nostra casa, ha bisogno di continua manutenzione e di amore per continuare a viverci in sicurezza. Non abbondoniamo la nostra casa perché si è screpolata una parete. No, la sistemiamo, anzi la proteggiamo prima che si screpoli. Abbiamo una situazione geologica che pone la Sicilia in una piattaforma che “si sposta” e, detto in maniera profana, dà origini a terremoti! E allora crolli di case e monumenti. E morti purtroppo. Il ritrovamento dell’anfora, da cui è partita la mia riflessione è avvenuto purtroppo a causa delle piogge che hanno fatto franare il terreno. Abbiamo una regione che trasuda di storia emersa e sommersa. E il sommerso emerge per caso, un “per-caso”, anche questo, che è un problema. Il terreno che frana.

Abbiamo i ragazzi che vanno all’estero. Bravi geologi che fanno concorsi in Australia e vi restano, archeologi che fanno pizze, scienziati che emigrano, e quando la terra frana o la terra trema corriamo ai ripari, dopo aver assistito a distruzioni e talvolta a morte. Evitiamo la fuga dei nostri giovani, usiamo le nostre meravigliose risorse, le competenze dei nostri ragazzi. Diamo lavoro, non sussistenza, mettiamo in sicurezza il paese. Risparmieremo ed eviteremo lutti. Facciamo prevenzione. valorizzando e dando dignità a chi ha creduto e crede in questa bella terra! La nostra Sicilia!

Una semplice riflessione di una cittadina qualunque, che pensa!

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