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La Sicilia è una terra ricca di funghi: ecco dove andarli a cercare

Settembre, tempo di funghi e anche in Sicilia ci sono tantissimi appassionati. Boschi e campagne sono i luoghi privilegiati per andare a funghi. A determinare come sarà la stagione dei funghi saranno le condizioni climatiche. Se l’autunno si presenta con giornate calde dopo un fine agosto piovoso, allora ci sono buoni auspici che sarà un’ annata generosa.

Norme e regolamenti che sovrintendono la raccolta dei funghi

Per andare a raccogliere funghi bisogna prima di tutto conoscere le regolamentazioni che variano da regione a regione. Intanto bisogna fornirsi del tesserino raccolta funghi  che può essere richiesto da qualsiasi cittadino che abbia compiuto i 14 anni e che sia in possesso di un attestato da cui risulti che ha frequentato un corso di formazione micologica di almeno 12 ore. Ci sono magari regolamenti diversi tra le diverse province; inoltre il tesserino può avere una validità giornaliera, mensile o annuale, a discrezione del richiedente.

Cercare funghi vuol dire andare per boschi e campagne, essere dei buoni camminatori; di buona regola si suggerisce di non addentrarsi in luoghi sconosciuti e da soli perché la ricerca dei funghi sia una bella giornata di spensieratezza. La raccolta dei funghi è spesso una passione improvvisata ed è bene non fidarsi troppo della propria esperienza.  E perché questa giornata di gioia rimanga tale è buon auspicio ricordarsi che non tutti i funghi sono commestibili e prima di utilizzarli è sempre bene fare controllare il proprio raccolto da un micologo professionista! 

Gli Ispettorati micologici, istituiti presso le Asl, offrono questa consulenza gratuitamente e possono rappresentare un punto di riferimento anche in caso di avvelenamento.

Gli appassionati cercatori di funghi devono fornirsi di cestini per permettere alle spore dei funghi di cadere e dare vita ad altri funghi in un futuro prossimo. E’ consigliabile non fare man bassa, di tutto e di più ma lasciar crescere quel fungo così piccolo da non costituire nemmeno un boccone, meglio fissare bene nella mente il posto, e tornare fra qualche giorno.

Sono tanti in Sicilia i cercatori di funghi e allora ecco i luoghi principali verso i quali li indirizziamo : nel parco delle Madonie, in quello dei Nebrodi e dell’Etna. All’interno del Parco dell’Etna, nella zona più umida del territorio del vulcano, denominata Giarrita, nell’area B del Parco, è consentita la raccolta di funghi, anche se in quantità modeste. Di grande interesse, per la presenza di funghi di ogni genere, è la zona del Parco dei Nebrodi. Infine nelle Madonie la fa da padrone il pregiatissimo “pleurotus eringii”, comunemente noto come il fungo ferla (fungo di fella).

Mangiato fresco, arrostito, essiccato, sott’olio o cotto, questo particolare fungo mantiene intatte le sue proprietà organolettiche. Il gusto del fungo ferla crescendo sotto il finocchietto selvatico prende da questo un sapore unico. Si tratta di un prodotto assai ricercato e particolarmente apprezzato che, di anno in anno, continua a richiamare oltre 6000 visitatori provenienti da tutta la Sicilia, soprattutto in occasione de “Il Fungo Ferla Fest”, un evento promosso dal Comune di Caltavuturo (PA) e dalla Pro Loco del paese. Un’occasione importante per le basse Madonie che promuovono, durante tale festa, i prodotti del territorio e le aziende produttrici locali, il tutto a beneficio dell’economia.

Funghi nella provincia di Trapani

La Provincia di Trapani non fa eccezione e, oltre a contare alcuni degli endemismi con specie ritrovate sul Monte Erice, nella Riserva Orientata di Monte Cofano e nella Riserva Orientata dello Zingaro, annovera in particolare la zona del Bosco di Scorace, che è ricca di molte varietà di funghi: dai comuni prataioli alle mazze di tamburo, dal pregiato porcino alla pericolosa amanita falloide. La sagra dei funghi porcini si svolge nel comune di Buseto Palizzolo che da alcuni anni si è inserita nel circuito nazionale del fungo. (chiaramente in tempi di Coronavirus ogni sagra ha subito o subirà i dovuti arresti).

Sagra dei funghi porcini a Buseto Palizzolo

Conservare i funghi

Per procedere a conservare i funghi seguire alcune regole ben precise: se si vogliono essiccare, eliminare prima i residui di terra, senza lavarli. Poi affettarli e metterli a seccare al sole su un canovaccio pulito. Infine conservarli in un luogo fresco e asciutto, magari in una busta di carta come quelle del pane. Se invece si vogliono congelare, scegliere funghi giovani e non troppo grandi, sbollentarli e poi sistemarli in freezer. Per conservarli sott’olio invece attenzione a farli bollire per circa 20 minuti in una soluzione che preveda due terzi di aceto e un terzo d’acqua. Successivamente scolarli e farli asciugare bene prima di ricoprirli d’olio. Questa procedura ,per le conserve sott’olio, va seguita sempre per evitare la formazione di una tossina molto pericolosa che è il botulino.

Decalogo di sicurezza per gli appassionati fungaioli

  1. Non consumare funghi raccolti lungo le strade o vicino a centri industriali.
  2. Mangiarli solo se sono prima stati analizzati da un vero micologo: ci si può rivolgere agli ispettori micologici delle Asl di zona.
  3. Diffidare degli esperti improvvisati: non offrono garanzie.
  4. Assumerne in quantità moderate: niente abbuffate.
  5. Non farli mai assaggiare ai bambini, né alle donne in gravidanza.
  6. Consumarli solo se sono in perfetto stato di conservazione.
  7. Ingerire solo funghi ben cotti, dopo averli masticati.
  8. Se si vogliono congelare, sbollentarli in una casseruola prima di metterli in freezer, e ricordarsi di utilizzarli entro sei mesi.
  9. Non regalare i funghi raccolti se non sono stati prima controllati.
  10. Considerare che nelle conserve sott’olio può svilupparsi la tossina del botulino.

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