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La Zagara: una fragranza che racchiude l’essenza della Sicilia e il fascino degli agrumeti in fiore

La zagara, con il suo profumo e la sua inconfondibile delicatezza, è uno dei simboli della Sicilia. In particolare, per zagara si intende il fiore della pianta degli agrumi.

Furono gli arabi ad introdurla per primi nel Mediterraneo, importandola dall’antica Cina e, infatti, il suo nome deriva da “zahara”, splendere di bianco, e “zahr”, fiore. Nel linguaggio dei fiori, il significato della zagara è molto profondo. Simboleggia la fedeltà nell’amore ed è, per eccellenza, il fiore dedicato alle nozze, come rappresentazione della verginità.

Tra il mese di aprile e maggio, periodo durante il quale fiorisce la zagara, la natura siciliana regala uno spettacolo straordinario: Miriadi di piccoli boccioli bianchi si schiudono al calore del sole, sprigionando un profumo inebriante e dolce che accarezza il cuore. Una fragranza che racchiude l’essenza della Sicilia e il fascino degli agrumeti in fiore.

Guy de Maupassant descriveva gli agrumeti palermitani conosciuti nel suo viaggio in Sicilia come “la foresta profumata, un alito che inebria la mente […] quell’odore che vi avvolge a un tratto, che fonda la delicata sensazione dei profumi con la gioia artistica della mente, vi tuffa per alcuni secondi in un benessere del pensiero e del corpo che rasenta la felicità”. Lo stesso profumo inebriante che colpì Ernst Junger che scrisse de “l’odore della zagara [che fa] stordire come un narcotico”.

Un’antica leggenda narra che il re di Spagna, ricevuto in dono un albero di arancio, lo piantò nel giardino del castello per poterne godere la vista e il profumo. Un giorno, un ambasciatore in visita al castello, incantato da quella meravigliosa e profumata infiorescenza chiese al re un ramoscello fiorito. Il sovrano, orgoglioso e sempre più geloso della bellezza della pianta, negò il rametto all’ambasciatore. Quest’ultimo, volendo ottenere a tutti i costi il desiderato fiore, corruppe, con cinquanta monete d’oro, il giardiniere di corte che, con la somma ricevuta, assicurò alla figlia la dote e un conveniente matrimonio. Il giorno delle nozze, la fanciulla, bella come il sole, decise di adornare i suoi lunghi capelli con i fiori dell’albero, in omaggio a quella profumata e delicata pianta che le aveva cambiato la vita. Da quel giorno, il fiore di zagara venne associato alla sposa e al matrimonio. A tal proposito, anche un antico mito narra che le tre ninfe, Egle, Aretusa ed Espera, figlie di Atlante e della Notte, erano le custodi di un meraviglioso albero profumato chiamato arancio, donato da Gea a Zeus nel giorno delle sue nozze con Hera.

Tra le tipologie di miele più “famose” e apprezzate in Italia c’è sicuramente il miele di zagara. Grazie alle estese coltivazioni di agrumi presenti nel sud Italia infatti è possibile apprezzare questo squisito prodotto che le api realizzano bottinandone i fiori.

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