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La Zisa:, il meraviglioso castello Arabo-Normanno nel cuore della città di Palermo

Il Castello della Zisa è uno dei capolavori Arabo-Normanni della città di Palermo, dal 2018 Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’UNESCO.

Il palazzo venne fatto costruire da re Guglielmo I nel 1165 e portato a compimento dal suo successore Guglielmo II (1190 ca.). L’edificio, sorgeva anticamente fuori le mura della città di Palermo, costituendo il monumento più importante e rappresentativo del Genoardo (dall’arabo jannat al-ar, “giardino” o “paradiso della terra”) che, ispirandosi ai giardini di ascendenza islamica, caratterizzava il territorio immediatamente fuori della Palermo normanna.

Facciata del castello della Zisa
Facciata del castello della Zisa

Il castello è a pianta rettangolare con due torri sporgenti sui lati brevi, si sviluppa su tre livelli, marcati all’esterno da sottili cornici e da archi ciechi a rincasso che inquadrano le finestre (oggi rettangolari, originariamente bifore sovrastate da monofore circolari). L’edificio è concluso in alto da una fascia con epigrafe in arabo, oggi frammentaria a causa dei tagli realizzati in epoca moderna per ottenere la merlatura.

Castello della Zisa - sala della fontana
Castello della Zisa – sala della fontana

Al centro del piano terreno si trova l’ambiente di rappresentanza o «sala della fontana», sala a iwan di tipo islamico che costituisce il cuore nevralgico di tutto il palazzo, aperta sul vestibolo attraverso un ampio arco ogivale sorretto da colonne binate, ai lati del quale sono i resti dell’epigrafe in stucco con il nome del palazzo e il riferimento a Guglielmo II.

Castello della Zisa - sala della fontana
Castello della Zisa – sala della fontana

La sala è decorata con mosaici e tarsie marmoree che incorniciano le lastre sulle pareti e arricchiscono il pavimento. Sul lato occidentale si trova un pannello musivo: si tratta di un raro esempio di mosaico bizantino con temi profani e iconografie islamiche. Al di sotto del mosaico si trova una nicchia rientrante da cui un tempo sgorgava l’acqua della fontana. Al lati della sala a iwan, si trovano gli ambienti residenziali e le scale che conducono ai piani superiori. In molti ambienti sono frequenti le nicchie a muqarnas. La sala centrale del secondo piano è stata profondamente modificata nel secolo XVII: in origine presentava un atrio quadrato scoperto con al centro un impluvium, di cui si conservano ancora le tracce. All’interno della Zisa, oggi Museo d’Arte Islamica, sono custoditi ed esposti diversi manufatti, tra cui una lapide marmorea di forma esagonale con una croce centrale in opus sectile intorno alla quale è ripetuta un’iscrizione in tre diverse lingue (latina, greca, araba) e con quattro differenti caratteri (l’arabo anche in carattere ebraico), eseguita per il sepolcro della madre di Grisanto, prelato di corte, morta nel 1149, un importantissima testimonianza del sincretismo culturale che caratterizzò la civiltà della Sicilia normanna.

(© Dossier di Candidatura per l’iscrizione nella World Heritage List del sito seriale Palermo Arabo- Normanna e le Cattedrali di Cefalù e Monreale, dicembre 2014- Immagine di copertina di Matthias Süßen)

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