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Lettera di una siciliana a Musumeci “Cambi Idea presidente, la Sicilia non ha bisogno della Lega”.

Pubblichiamo di seguito l’appello di una giovane trapanese al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che in questi giorni ha allargato la compagine di governo affidando l’Assessorato alla Cultura e all’Identità Siciliana a un esponente della Lega Nord.


A scrivere è Astrid Di Pasquale, 36 anni, mamma di una splendida bimba di nome Sofia; fa la fioraia praticamente da sempre, appartiene ad una famiglia di fioristi da generazioni e oggi, insieme al fratello Andrea, gestisce un negozio a Trapani. “Faccio politica perché sono stata cresciuta nel rispetto per gli altri e nell’amore per la bellezza. – ci ha raccontato Astrid – Mi occupo del mio territorio, perché lo amo e penso che ad oggi sia stato mortificato mentre potrebbe rappresentare un’ immensa risorsa per tutti noi”.

Gentile Presidente Musumeci,
mi chiamo Astrid, ho 36 anni, e sono, semplicemente una siciliana.
Una siciliana di quelle che hanno deciso di rimanere, tra mille difficoltà, di non lasciare questa disgraziata terra di Sicilia, per cercare di migliorare le cose. Convinta come sono di avere avuto la fortuna di nascere in un pezzetto di paradiso.

Una siciliana che, pur non essendo stata tra i suoi elettori, fa capo a quella cultura politica che rispetta i risultati elettorali. Ed è per questo che Le scrivo, Sig. Presidente, in qualità di mio Governatore.

Non posso non farlo in quanto sono rimasta esterrefatta (la nostra bella lingua avrebbe altre e ben piu pungenti espressioni in realtà ALLUCCUTA) , e come me molti altri siciliani, davanti a quella che sembra essere la Sua decisione di assegnare l’Assessorato alla Cultura e all’Identità Siciliana ad un esponente della Lega.

La Lega, Sig. Presidente. Il partito che per decenni ha fondato la propria attività ed il proprio discorso politico sulla secessione della padania dal resto d’Italia. Che ha lanciato le peggiori offese contro tutto il sud e la Sicilia in particolare. Che ad oggi non ha mai veramente rinnegato tale politica, al netto degli slogan nazionali, sui propri territori di riferimento. E che, anche dopo la “svolta” a livello nazionale, ha continuato ad attuare politiche nazionaliste volte all’odio, alla diffidenza verso l’altro, all’esclusione. La Lega, cui i siciliani hanno già dato la loro risposta non facendole superare, in coalizione, il 6 % alle scorse elezioni regionali.

E allora perché Sig. Presidente? Come può un esponente politico appartenente a tale partito entrare a far parte del governo di una regione meravigliosamente meticcia come la Sicilia? La Sicilia è terra di accoglienza. La nostra isola è un fantastico melting pot, il crogiuolo delle tante civiltà e culture che, da millenni, qui sbarcano.

Cambi idea, Sig. Presidente. La Sicilia non ha bisogno delle politiche di un partito come la Lega. La nostra amata terra ha bisogno di apertura, di politiche che mirino a valorizzare e promuovere quel tesoro di bellezze storiche, archeologiche ambientali di cui straborda. Di politiche sulla mobilità che assecondino la naturale vocazione della nostra terra ad essere un crocevia di bellezza.
Forse così perderà i favori della Lega, Sig. Presidente, ma potrebbe guadagnarsi la stima dei siciliani.

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