Mascali: il paese alle pendici dell’Etna distrutto dall’eruzione del 1928. VIDEO

In meno di ventiquattro ore un fiume di fuoco coprì strade e campagne, seppelli chiese e palazzi, Mascali un tempo capoluogo dell’omonima contea venne cancellato dalla carta geografica.

La notte tra il 4 e il 5 Novembre si aprì una bocca a quota ancora più bassa e la lava velocissima si incalzò nel l’alveo del torrente pietra fucile dirigendosi verso Mascali.
L’eruzione sorprese i mascalesi che in quei giorni pensavano alla festa del patrono San Leonardo e all’allestimento della tradizionale e antichissima fiera del bestiame.

I mascalesi portarono invano in pellegrinaggio la statua del santo patrono ma l’eruzione non accennò a fermarsi e la gente fu costretta ad andare via caricando sui carretti e sui camion militari le proprie cose.
Gli sfollati furono più di 4000, ospitati presso scuole, edifici pubblici di paesi vicini e in case di parenti ed amici.
Alla fine dell’eruzione il 16 Novembre, 1000 di questi ebbero la casa risparmiata e tornarono dunque ad abitarvi, 3000 rimasero senza tetto, inoltre nelle campagne di Mascalie di Sant’Alfio furono coperte dalla lava 370 ettari di terreno, vigneti e limoneti di primissima qualità.
Distrutti anche una ventina di stabilimenti in cui si ritraevano le essenze dagli agrumi e che davano lavoro ad un milionedi persone. Erano il fiore all’occhiello dell’economia della zona,
un’economia che faticò a lungo a riprendersi.
La ricostruzione invece fu portata al termine in tempi abbastanza brevi, nove anni dopo, qualche chilometro più a valle, l’edificata della nuova Mascali era completata.

Oggi Mascali è un comune di dodicimila abitanti che celebra ogni anno il ricordo di quei giorni terribili e indelebili nella memoria dei suoi abitanti.

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