Mussomeli e la Madonna dei Miracoli, Un culto radicato nella tradizione e nella cultura della città.

Madonna di Mussomeli

Ogni anno la festa della patrona raccoglie a Mussomeli un gran numero di forestieri da tutte le parti d’Italia e dall’estero. Lo sguardo sereno e maestoso, i colori ancora vivi, il bambino in seducente naturalezza di atteggiamento caratterizzano la figura che è stata ritoccata dal Provenzano. Il popolo mussomelese, da sempre massimamente devoto alla Madonna dei Miracoli, ancora oggi ne conserva il culto che è ormai radicato nella tradizione e nella cultura di questo paese.

La storia

Nel periodo in cui Mussomeli (Caltanissetta) era sotto la dominazione dei Campo, che la resero uno dei feudi più progrediti del Regno, e precisamente l’8 Settembre 1536 o 1540 o ancora 1530, dove quasi finiva il piccolo monte su cui cominciava a sorgere il paese, per un viottolo frastagliato di spine e di rovi, un povero paralitico che andava, com’io credo, peregrinando in cerca di elemosina per campar la misera vita, per la stanchezza della bestia che lo portava, si butta per terra pur su una pietra e s’addormenta… misteri della Provvidenza! Quel sonno fu la sua medicina salutare. Ad un tratto svegliatosi ei si vede guarito; sì tocca non credendo a se stesso, si palpa con gran timore, e finalmente s’alza… Da un passo cammina, corre e comincia a gridare: Misericordia, miracolo! All’insolito grido di gioia che si ripercorreva per la valle verdeggiante, accorre la gente del luogo sparsa di qua e di là per la montagna, e tratti dalla novità della cosa anche i preti si frammischiano a quella turba di popolo festante. Sentito del prodigio dalla bocca stessa del paralitico, si cerca lì vicino fra i rovi per trovare qualche cosa che potesse dar chiara testimonianza del fatto avvenuto ed oh! Maraviglia! A quattro passi dal punto in cui il povero infermo s’era adagiato a dormire, ecco ritrovare un’immagine della Vergine Santa col bambino Gesù dipinti su una pietra. Non c’era più luogo a dubitare. La Madonna che voleva prediligere in quel posto il nascente paese di Mussomeli, con un prodigio straordinario si fece ivi ritrovare, per essere onorata, sotto il nuovo titolo di Maria Santissima del Miracolo, o come più tardi si disse, per la molteplicità delle grazie o dei miracoli operati, dei Miracoli. Ed il popolo tutto, riconoscente fin d’allora alla celeste Patrona, formava lì alla meglio un’edicola e vi collocava l’immagine ritrovata, e con l’andare del tempo, crescendo sempre più la devozione ed il fervore, vi si fabbricava una chiesetta od oratorio, ed ogni anno il giorno 8 di Settembre vi si celebrava una festa solennissima, con espressa licenza del vescovo di Girgenti, a cui in quel tempo andava soggetta la nostra Parrocchia.
La Madonna oltre a quella più famosa prodigò altre grazie tra cui ricordiamo quella concessa alla famiglia del principe Lanza con la guarigione del piccolo Lorenzo. Dopo che il bambino guarì, grazie alle preghiere innalzate alla vergine dalla famiglia, i Lanza si portarono col popolo fino alla chiesa e la principessa Donna Giovanna donò alla Madonna un cinto a maglia d’argento e una catena di centoquaranta partiture in oro smaltato di bianco e nero“. Il gesto della principessa inaugurò la tradizione, ancora in uso a Mussomeli, di donare oggetti preziosi alla statua della Vergine dei Miracoli per le grazie ricevute.  Nel 1876 Francesco e Vincenzo Biangardi costruirono il gruppo scultorio formato dalla Madonna, dal paralitico e dall’angelo che tuttora è posta nell’abside del Santuario. L’insieme risulta sicuramente accattivante: la Madonna ha un volto dolcissimo e sereno, si rivolge al suo popolo con uno sguardo di intensa bontà; il paralitico tende le mani implorando e dagli occhi traspare la fiducia nella materna comprensione di Maria. Proprio questo gruppo scultorio viene portato a spalla in processione l’ 8 e il 15 Settembre quando in una atmosfera simile ad un caleidoscopio di preghiere, canti, lacrime e sorrisi la statua della Vergine arriva maestosa sopra il percolo e sotto lo splendido baldacchino: si ha l’effetto di un’autentica apparizione e la gente è attonita di fronte quell’immagine che, tra i riflessi dorati, e un’amabilissimo sorriso dispensa beatitudine. Ogni anno la festa della patrona raccoglie a Mussomeli un gran numero di forestieri da tutte le parti d’Italia e dall’estero. Lo sguardo sereno e maestoso, i colori ancora vivi, il bambino in seducente naturalezza di atteggiamento caratterizzano la figura che è stata ritoccata dal Provenzano. Il popolo mussomelese, da sempre massimamente devoto alla Madonna dei Miracoli, ancora oggi ne conserva il culto che è ormai radicato nella tradizione e nella cultura di questo paese.

Altare della Madonna

L’attuale chiesa della Madonna dei Miracoli, una costruzione barocca che risale alla metà del settecento ed è opera dei padri domenicani, ha al suo interno una Madonna con bambino dipinta su pietra che ancora oggi accoglie i fedeli nella cripta del santuario è stata restaurata nel 700 dal pittore Domenico Provenzani di Palma di Montechiaro. Sempre di Provenzani si ammirano un grande affresco sulla volta, firmata e datata 1792, due pale d’altare e, in sacrestia, il ritratto del domenicano padre Biondolillo. Nel santuario si conservano alcune statue in legno, sono le opere ottocentesche del maestro Francesco Biancardi: una Madonna dei Miracoli sull’altare maggiore e una Madonna del Rosario in sacrestia. Più antichi, risalgono al 500, il San Giuseppe che è esposto in una cappella laterale e un’altra Madonna dei Miracoli conservata nella cripta, l’annesso convento dei domenicani, ristrutturato, conserva il fascino del monastero ma non ospita più i religiosi, l’attuale chiostro San Domenico è adibito a iniziative culturali ed espositive, presso la sala Randazzo “Palacultura San Domenico”.

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