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Noi che a scuola andavamo con i libri sottobraccio tenuti da una cinghietta e ci sentivamo grandi

La chiamavamo semplicemente la cinghia, o per distinguerla da quella dei pantaloni di papà, alias cintura, la chiamavamo cinghietta! Ed era stata una conquista quando cominciammo a portare i libri sottobraccio legati con la cinghia elastica. Finalmente accantonata la cartella ed eravamo già grandi, 2 mesi di vacanza e dalle medie inferiori si passava alle medie superiori; 14 anni e i libri sottobraccio! (come Lazzarella 😂) Sull’autobus, per andare in centro alle superiori. Quante arie, che conquista! Anni 60, c’era questa!

Cinghietta bleu- metà anni 60

Mitica cinghietta, quanti libri ha abbracciato, quanti ne ha rovinato, quanti ne ha buttato per terra! Finché si andava alle scuole elementari o alle medie i libri si portavano dentro la cartella di cuoio, cuoio finto però, più parente del cartone che del cuoio. Alle superiori, a metà degli anni sessanta, la liberazione. Ed ecco che i libri si liberarono, uscirono dalla cartella e si abbracciarono in questo elastico per i “grandi”. La cinghietta si poneva sotto i libri, quei 2 o 3 che servivano a scuola quel determinato giorno, magari sormontati da astuccio e panino e si allungava, da ambo i lati, fino a chiuderla con i suoi terminali, maschio e femmina.

Cinghie già in mano al mercato

Questi si bloccavano e via sotto il braccio che faceva il suo bell’esercizio mattutino e così al ritorno! Certo la cinghia si prestava a fare altri giochi un po’ più mascolini e a volte pericolosi, ma non ho memoria se non di qualche cinghiata sui polsi quando mi scappava dall’anello e allora erano dolori! Se la cinghia si rompeva tutti i libri per terra e giù risate, giochi innocenti di un’ adolescenza che si divertiva con poco. Intanto arrivavano nuovi modelli e cominciavano a distinguersi nei particolari.

Cinghietta anni 70

La cinghia autobloccante si stendeva su un piano, vi si disponevano i libri uno sopra l’altro al centro, si prendeva l’estremità libera della cinghia, si faceva scorrere nel passante e si tirava sollevando così i libri dal piano. I libri risultavano bloccati all’interno della cinghia. E sportivamente si potevano portare scivolando la cinghia dietro le spalle. Chiaramente si cominciava ad avere dei distinguo, sia nel colore che nella marca e si rendeva “trendy” imbrattandola con scritte, autografi e disegni …

Qualcuno poi si inventò gli zaini, e a distinguere i piccoli dai grandi sono rimaste solo le decorazioni. Ma il pienone degli zaini era ed è uguale, dai piccoli ai grandi. Zaini imbottiti come se si traslocasse con tutta la cultura appresso!

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