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“Non venite a Messa, state perdendo tempo!”- Il parroco di Siracusa contro la cacciata dei migranti

La Sicilia sta viaggiando su due corsie. Da una parte abbiamo la Sicilia del presidente Nello Musumeci che, cercando di parlare alla pancia, cerca di spostare l’attenzione dall’inosservanza delle regole, dall’incapacità territoriale di dare direttive uniformi, strumenti e persone in grado di assicurare il contenimento della diffusione del Covid, alla solita trita e suggestiva ipotesi, declamata come realtà, che siano i migranti a portare il virus. Al fine di accrescere popolarità e consensi urla e promette che… “Entro le 24 di domani tutti i migranti presenti negli hot-spot e in ogni centro di accoglienza della Sicilia dovranno essere improrogabilmente trasferiti in strutture fuori dall’isola”. – adducendo a suo favore la motivazione che – “allo stato non è possibile garantire la permanenza nell’Isola nel rispetto delle misure sanitarie di prevenzione del contagio“. Usando un metodo che, come recentemente denunciato da Papa Francesco in altri contesti “usa Dio per terrorizzare la gente” . E c’è poi la Sicilia e la Chiesa di don Lorenzo Russo, giovane parroco di Siracusa che, dopo la folle ordinanza della Regione sui migranti, decide di prendere virtualmente carta e penna e rivolgersi direttamente ai suoi fedeli.

Poche righe, semplici e coraggiose, sono bastate per esprimere un concetto semplice ai propri parrocchiani: non si può venire in chiesa e gioire per delle scelte che non fanno il bene dei poveri. Con una lettera ai propri fedeli il giovane parroco di Siracusa, Lorenzo Russo, invita loro a riflettere sulla loro incoerenza.

Scrivo ai miei Parrocchiani, a quanti tra questi, oggi, gioiscono per l’ordinanza di Musumeci convinti da domani di essersi liberati del problema delle migrazioni, a quanti osannano scelte politiche che non fanno il bene dei poveri di questo mondo ma guardano solo al proprio interesse.

A voi dico: non venite a Messa, state perdendo tempo! Non giova a nulla battervi il petto, ascoltare la Parola del Vangelo, nutrirvi dell’Eucarestia. La vostra ipocrisia vi precede. Chiedete coerenza a chi vi circonda, imparate voi ad essere coerenti con la fede che dite di professare. Sennò saremo solo come i “sepolcri imbiancati” di cui parla Gesù che si lasciano ammirare dalla gente per la loro bellezza esteriore, ma che all’interno custodiscono solo odore di morte.

Convertiamoci al Vangelo, fratelli miei!
Un giorno dovremo dare conto a Dio di tutto, delle parole come dei silenzi! Sull’amore saremo giudicati!

Vostro Parroco,
dLR.

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