Perché le lenticchie portano fortuna? Solo leggenda?

Non vi è dubbio che nonostante il cenone lucculliano, a capodanno almeno un piatto di lenticchie lo mangiamo. Perché  – si dice – «portano fortuna, e ricchezza».

Solamente superstizione? Non proprio, perché una spiegazione per questo rito propriziatorio c’è, e ha origini antiche. Le lenticchie, infatti, sono il primo legume coltivato dall’uomo: si producono dal 7000 a.C. e i Greci e i Romani ne erano ghiotti.

E proprio ai romani si deve la tradizione di mangiarle a San Silvestro. Un tempo, all’inizio del nuovo anno, si regalavano la scarsella, ovvero una borsa di cuoio da legare alla cintura che conteneva, appunto, lenticchie.

L’augurio, già allora, era che si trasformassero in monete sonanti durante l’anno.

Il motivo? Anzitutto l’aspetto di una lenticchia, che con la forma di lente (da qui il suo nome), assomiglia a una moneta, ma anche per il suo valore nutrizionale, noto da tempo. Ricca di proteine, ferro, sali minerali e vitamine del gruppo B la lenticchia sazia di gusto, e un tempo era considerata una vera ricchezza per chi, senza soldi per comprare carne, durante il freddo inverno grazie alla scarsella poteva assicurarsi una riserva di cibo. Insomma, una scorta, ma davvero molto preziosa.

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