Ricci di mare: quello che mangiamo è il riccio femmina. Siamo sicuri? Da dove nasce l’equivoco?

Chi ama gustare i ricci di mare freschi direttamente dalla mano del pescatore o li raccoglie da sé lo sa: si mangia solo il riccio femmina. Come si fa a riconoscere il riccio maschio dalla femmina? Che valore scientifico ha questa affermazione?

Quello che comunemente viene chiamato “riccio femmina” o “riccio viola” è un echinoderma della specie Paracentrotus lividus.

 Paracentrotus lividus.

Vediamo di saperne di più sui ricci di mare.

Il Paracentrotus lividus è una specie poco amante della luce, si sposta preferibilmente di notte quando pascola in cerca di alghe o di Posidonia. I sessi sono separati ma non esiste dimorfismo sessuale, cioè nessuna differenza morfologica tra i due sessi, pertanto risulta impossibile riconoscere da una semplice osservazione l’individuo maschile da quello femminile. Di questo riccio vengono mangiate le gonadi, cioè gli organi sessuali dell’apparato riproduttore, siano essi maschili o femminili; sono arancioni e di grandi dimensioni, sono considerate una vera e propria prelibatezza tipica di alcuni paesi latini come Italia, Spagna e Francia.

Quello che nella tradizione popolare viene invece chiamato “riccio maschio” è l’echinoderma appartenente alla specie Arbacia lixula che ha un corpo sferico, più compresso rispetto a Paracentrotus lividus, i suoi aculei sono più lunghi e numerosi, di colore nero. Anche in questo caso i sessi sono separati e non riconoscibili esternamente, la riproduzione avviene mediante liberazione dei gameti in acqua con successiva fecondazione.

Arbacia lixula

E’ chiaro, da quanto detto, che per entrambe le specie di ricci di mare esiste sia il sesso maschile che femminile, non riconoscibili però da una semplice osservazione. In realtà si mangia solo P. lividus, chiamato “riccio femmina” probabilmente per il fatto che possiede delle gonadi più grosse, quindi considerate più produttive, rispetto a quelle di A. lixula.

In molte zone italiane Paracentrotus lividus, viene pescato in maniera esagerata, per questo motivo la sua raccolta oggi è regolamentata da un decreto ministeriale che ne disciplina i tempi e le modalità, sia per la pesca professionale che sportiva.

I ricci di mare vengono utilizzati ormai da molti anni come specie modello per gli studi degli effetti dei cambiamenti climatici e dei contaminanti.  Il Paracentrotus lividus, che è una specie che troviamo nelle nostre zone e in tutto il Mediterraneo, in particolare svolge una funzione rilevante per gli ecosistemi marini. Essendo un importante brucatore infatti riveste un ruolo ecologico nel delicato equilibrio dell’ambiente marino.

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