Crea sito

Sale e salgemma: l’origine dei giacimenti di cui è ricca la Sicilia. Differenze e proprietà, modi di dire

Sei milioni di anni fa il Mediterraneo era isolato dall’Atlantico e, della Sicilia, erano emersi solo i monti Peloritani, i Nebrodi, i Sicani, le Madonie, i monti di Palermo e Trapani e l’altopiano Ibleo. Tutto intorno a queste catene montuose c’era come una vasta laguna salmastra nella quale gli apporti di acqua, marina e piovana, erano inferiori rispetto alla quantità di acqua che evaporava per effetto del sole e del vento.
Ciò portò a una forte concentrazione dei sali fino a provocarne la precipitazione: i sali disciolti nell’acqua del mare cominciarono a sedimentare, strato su strato e a cristallizzarsi. I primi a precipitare furono i sali meno solubili, carbonati e solfati. Sopra questo letto si depositarono cristalli di cloruri e solfati di sodio, magnesio e potassio, che formarono i giacimenti di sali alcalini, tra cui il salgemma. Esistono attualmente tre miniere di salgemma: Realmonte e Racalmuto in provincia di Agrigento e Petralia, in provincia di Palermo. Quest’ultima è uno dei giacimenti di sale più ricchi d’Europa.

Il salgemma detto anche “sale di cava”, “sale di miniera” o “sale di rocca”, ha il nome composto da sale e gemma per il suo aspetto cristallino e viene utilizzato per la produzione del Cloruro di Sodio (NaCl), comunemente chiamato sale.

Il salgemma

Estratto da giacimenti saliferi sotterranei, il salgemma è un minerale che si trova principalmente sotto forma di banchi estesi; questi banchi si trovano nelle rocce di tutte le età geologiche. Le rocce che lo racchiudono sono argillose e pertanto impermeabili all’acqua per ciò questi banchi di sale, sotto forma a volte anche di stalattiti, riescono a mantenere la loro compattezza di minerale, che altrimenti andrebbero diluiti dalle acque sotterranee. Anche se tutto il sale ha origine dal mare si deve distinguere tuttavia il sale marino dal salgemma. Il sale marino prodotto oggi nelle saline per evaporazione dell’acqua di mare, necessita di un processo di raffinazione con cui viene ripulito e ridotto a semplice cloruro di sodio.

Il salgemma è  un sale marino minerale integrale e naturale, ha un livello qualitativo legato all’origine, ci sono differenze in ogni giacimento, e in misura minore, anche in ogni cantiere di coltivazione. Il salgemma ha origine da una lentissima cristallizzazione naturale lunga sei milioni di anni.

L’interno della miniera

Le linee di produzione sono due: quella del salgemma per uso industriale e la linea del salgemma alimentare. Il salgemma industriale è destinato in prevalenza a concerie e tintorie; il salgemma alimentare, destinato al consumo diretto e all’industria alimentare e zootecnica, trasportato a bordo di enormi camion, viene trasferito ad un silos posto all’esterno della miniera. Il sale arriva sul mercato come è stato creato in natura, rivedendo la luce dopo 6 milioni di anni al momento dell’utilizzo.

Il salgemma pronto per la vendita

Un tempo quella polvere bianca era come l’oro, era moneta di scambio. I soldati romani infatti venivano pagati con il sale, da qui il termine “salario” che deriva proprio da sale. Anche quel fiume che attraversa la Sicilia nel suo cuore più profondo porta un nome che parla del territorio che attraversa: fiume Salso, salato. Una volta si poteva scendere a dorso di mulo verso il mare con i sacchi carichi di zolfo e ritornare a casa con il sale. Oppure ci si poteva arrampicare sulle montagne, seguire controcorrente il corso del fiume e approvvigionarsi di sale in cima. Possedere un mezzo di trasporto, in quel caso lo “scecco”, faceva la differenza fra un povero e un benestante. Oggi non ci sono più “scecchi” ma ruspe, autoarticolati, giganteschi vagoni.

La tradizione rimane nei modi di dire dialettali. I siciliani non dimenticano mai il senso delle parole. Si diceva una volta e si dice ancora oggi: botta di sale. È una sorta di maleficio che trae origini da un’espressione violenta. Originariamente era botta di sangue e voleva augurare tutto il male possibile a qualcuno. Espressione che poi fu addolcita nel corso dei decenni e diventò botta di sale, meno pesante che viene tutt’ora utilizzata al posto di “accidenti” o “mannaggia”. O qualche volta anche per auto-colpevolizzarsi. Botta di sale, ma cosa ho fatto? Queste le ricchezze del nostro territorio e le curiosità dialettali.

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: