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Solunto, la piccola “Pompei” che, dalle pendici di Monte Catalfano, Palermo, si affaccia sul mare

Foto di copertina: fonte “Le Vie Dei Tesori”

Solunto è un’antica città di origine greca. Sorge a 2 chilometri da Santa Flavia sul Monte Catalfano, di fronte a Capo Zafferano, a quindici chilometri da Palermo tra Bagheria e Santa Flavia.

Solunto e il suo parco archeologico

Secondo Tucidide era questa una delle principali città fenicie di Sicilia, insieme a Mozia e a Palermo. Si ritiene che, quando la città fu conquistata da Dioniso I di Siracusa, durante la guerra contro i Cartaginesi, il centro abitato sia stato probabilmente saccheggiato e distrutto e dell’abitato punico sul promontorio di Solanto siano rimaste poche tracce, oscurate anche dalle nuove costruzioni. Visibili una necropoli con sepoltura a camera vicino alla stazione ferroviaria di Santa Flavia, un tofet e una sepoltura ipogea con dromos, lungo corridoio che testimoniava il passaggio dal regno dei vivi all’al di là. A corredo di tale tesi il rinvenimento di un kantharos di bucchero e alcune ceramiche e anfore puniche di diversa forma.

Fonte Guida Sicilia: resti di Solunto, mosaici

Sono invece ben visibili i resti della città greca dove le vie laterali si aprono ai lati di una larga strada principale lastricata che porta all’agorà e alla zona pubblica. Le abitazioni presentano notevole interesse storico con case organizzate su più piani e ambienti distribuiti intorno ai peristili, ampi cortili con colonne e porticati, tipici delle case greche e poi romane.

Solunto, colonne del peristilio

La Casa di Leda in particolare merita attenzione per la sua ampiezza e i pavimenti in opus signinum, tecnica che utilizzava il cocciopesto, materiale impermiabilizzante, e con svariati mosaici.

L’agorà, la grande piazza, è delimitata da una cisterna pubblica di fronte alla quale si trova un complesso termale con pavimenti a mosaico. Da qui si arriva al teatro che poteva ospitare fino a 1200 spettatori.

Teatro

Oggi il Monte Catalfano, su cui si trovano i resti di questa importantissima testimonianza storica, è un’area naturalistica protetta.Fino a prima dell’emergenza sanitaria – scrive Antonio Schembri su “Le Vie Dei Tesori” – il sito archeologico di Solùnto faceva totalizzare circa 7mila visitatori all’anno. Le chiusure imposte dal Covid e dalle nuove norme di fruizione hanno ridotto di molto il numero delle visite nel 2020″.

L’auspicio è di riprendere al più presto, tra le rovine all’aperto, tutte le manifestazioni culturali, proprie dell’estate, tra concerti, spettacoli teatrali e altro ancora, su quel balcone naturale che è Solunto, uno scrigno d’arte che si affaccia sul mare.

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