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Sospesa la caccia in Sicilia, il TAR di Palermo accoglie il ricorso delle associazioni ambientaliste

La seconda sezione del TAR Sicilia-Palermo ha accolto il ricorso contro il Calendario Venatorio 2020-2021 presentato da Legambiente, LIPU e WWF.

Da subito viene sospesa la caccia al coniglio per l’assenza di censimenti, viene sancita l’integrale protezione delle specie Pavoncella e Moriglione tipiche delle zone umide, vietati anche immissioni e abbattimenti di Fagiano, Starna e Beccaccia.

Il Tribunale Amministrativo Regionale ha ribadito ”la preminenza dell’interesse faunistico-ambientale rispetto all’interesse alla pratica della caccia” e che ”in mancanza di certezza scientifica, l’attività di programmazione, regolatoria e amministrativa deve ispirarsi al principio di precauzione, il quale può giustificare l’adozione di misure di protezione anche laddove permangano incertezze scientifiche sull’esistenza o la portata dei rischi”.

«Dinnanzi a questi precedenti chiari ed univoci – scrivono le associazioni ambientaliste in una nota – appare grave la posizione tenuta in questa vicenda dall’assessore regionale all’Agricoltura Edy Bandiera che ha emanato atti identici a quelli in passato, dichiarati illegittimi, solo per raccogliere il consenso della parte più estremista del mondo venatorio, causando al contempo un danno al patrimonio faunistico regionale e facendo fare ancora una volta una pessima figura alla Regione Siciliana».

Legambiente, Lipu e Wwf, riservandosi di agire sul piano dei danni sino ad oggi causati alla fauna, chiedono «l’immediata esecuzione dell’ordinanza, a partire dai divieti che scattano già domani e che vengano date immediate disposizioni agli organi di vigilanza per evitare ogni atto di bracconaggio».

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