Crea sito

Squali circondano un sub nel Trapanese: «Non sapevo cosa fare, è stato traumatico»

Un giovane di Marsala, Benjamin Romeo, di 20 anni, immerso nelle acque, di fronte a Capo Feto, tra Petrosino e Mazara del Vallo, lungo la costa meridionale del Trapanese, intento alla sua abituale passione per la pesca subacquea ha vissuto una brutta avventura. Si è trovato, immerso tra ricciole e tantissimi altri pesci, quando si è trovato circondato da un branco di squali. E’ la prima, e speriamo ultima, brutta avventura della sua giovane vita. Quando sono arrivati gli squali, il giovane era a pesca di ricciole, mentre il padre, Massimo, dopo un’immersione, era già risalito in barca e non si è accorto di nulla.

Di seguito il racconto dell’accaduto che il giovane ha fatto a Enzo Amato della testata giornalistica di Marsala Live.

“È  stata un’esperienza traumatica. Fin da piccolo sono sempre andato a pescare, già a 6 anni ero completamente innamorato del mare e di questo mondo. Venerdì sono andato con mio padre per la classica pesca amatoriale, a Capo Feto, con la barca. Verso le ore 18, mentre che pescavamo, mi sono ritrovato accerchiato – inaspettatamente e con grande sorpresa – da tantissime ricciole, pesci troppo buoni. Così ho sparato a quella più grossa, di circa 5 kg, con il fucile e ‘fortunatamente’ non l’ho presa. Il sangue del pesce avrebbe sicuramente attirato ancora di più gli squali che erano grandi. Intuivo, infatti, qualcosa di strano. Le ricciole dopo uno sparo di solito scappano e invece questa volta sono rimasti lì, vicino a me, come ‘a protezione’ di qualcosa. Non se ne sono affatto andate via. Ed ero felice in quel momento. Mai avevo visto tanti pesci vicino a me, tutti vicini tra di loro. Io, a questo punto, ho mirato nuovamente quella più grossa che prima avevo sbagliato. Ero pronto per sparare. Ero incredulo poiché sia questo pesce che molti altri sono rimasti attorno a me, senza allontanarsi. A un certo punto vedo un’ombra, una bestia di tre metri si avvicina a me. Un momento che non dimenticherò mai, mi si è bloccato tutto, non riuscivo a fare niente. Non sapevo tra l’altro cosa fare. Mio padre era già sulla barca, era rimasto un’ora in acqua ed era salito. Ma non sapevo come comunicare con lui, non potevo gridare, non potevo fare troppo ‘casino’, anche perché gli squali nel frattempo erano aumentati, mi giravo attorno e ne vedevo sempre di più… Enormi, immensi, giganteschi, dei bestioni a branco. Ho alzato solamente la mano nella speranza che mio padre capisse che avevo bisogno di aiuto. Ma lui non lo capiva, ovviamente, dalla barca non ha notato nulla. Di solito peschiamo con la barca ancorata, io da una parte e mio padre dall’altra parte. Sono stato circa un minuto con gli squali che mi circondavano, un minuto interminabile. Si allontanavano un po’ e giravano, ed erano nuovamente vicino a me, così come le ricciole che mi circondavano”.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

error: Content is protected !!
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: