“U pisci r’ovu” col pomodoro: un piatto che, nel nome e nella forma, finge di essere quello che non è

La leggenda racconta che questo piatto venisse preparato dalle mogli dei pescatori quando i mariti tornavano a casa a mani vuote dalla pescata mattutina e dicevano loro, quasi a consolarli: “oggi pisci r’ovu”! (Pesce d’uovo)
Cosa non sapevano fare le donne per rimediare e riuscire a trasformare qualsiasi ingrediente povero in gustosi piatti che, nel tempo, oltre a rappresentare in pieno la tradizione gastronomica siciliana, sono il simbolo della capacità di superare le difficoltà, senza piegarsi e senza arrendersi mai.

Si tratta di una frittata cui viene fatta fare una bella crosticina nel fondo e mano a mano viene arrotolata con abilità senza farla rompere; nella forma ricorda vagamente quella oblunga di un pesce da cui prende il nome.

Viene preparata in pochi minuti, con le uova sbattute cui viene incorporato un composto preparato con un trito d’aglio e prezzemolo, pomodorini, del formaggio grattugiato e tanto pan grattato che deve garantirne la consistenza. Sale ed eventuali altri aromi o ingredienti che si gradiscono.

Si versa il tutto in padella a fuoco alto e si gira lentamente il bordo da una parte mentre il resto scivola a fare la crosticina dalla parte opposta. Così facendo si arrotola su se stessa.

Oppure si preparano più frittatine che sono più agevoli da girare.

Tolta dal fuoco si taglia a fette e magari si rimette in padella per far dorare le parti interne. Ciò che è certo è che il risultato è talmente gustoso che oggi rappresenta uno dei piatti della cucina siciliana più apprezzati e versatili. Così buono anche da servirlo come antipasto.

Condita con una salsa di pomodoro, preparata semplicemente con la cipolla e il basilico, è un ottimo secondo o addirittura un piatto completo se nel sugo vogliamo condire la pasta.

E non si disdegna una ricca e salutare “scarpetta”

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