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Vigilia dell’Immacolata in Sicilia, il covid ferma le tradizioni ma non tutte

In Sicilia devozione e tradizione si mischiano facendo della festa dell’Immacolata una delle tradizioni più sentite. I siciliani hanno una grande devozione per la Madre di Dio che proprio in occasione di questa festività viene onorata con processioni, riti suggestivi e prelibatezze d’ogni genere. Già alcuni giorni prima, il profumo dei dolci tipici inonda le strade, che per l’occasione sono addobbate a festa con scintillii di luci. Nelle chiese rivivono tante significative tradizioni a cui la gente è tanto legata, si risentono tanti bei canti, espressione della fede interiore di un popolo che confida in Maria ed a Lei affida ansie, timori, gioie e speranze, perché Lei, con la sua potente intercessione interceda presso il suo divin Figlio.

Festa dell’Immacolata – Foto di Salvo Alibrio

Tra le processioni più importanti e partecipate sull’isola, che quest’anno salteranno a causa delle misure imposte per il contenimento della pandemia di coronavirus, c’è quella di Scordia in provincia di Catania, che si tiene il 7 di dicembre nella chiesa di San Rocco, dove i giovani portavano in processione croci di canna con ampi panni con l’immagine dell’Immacolata. A Siracusa la notte del 7 dicembre la banda è solita suonare per le vie di Ortigia, dalle tre fino alle cinque del mattino, ora in cui si svolge la funzione religiosa con la celebrazione della messa. A Calatafimi Segesta, nel Trapanese, si svolge una suggestiva processione notturna. Un’infinita scia di fuoco alimentata dalle tipiche “ciaccule di disa” attraversa le vie del centro storico tra il suono delle tradizionali “vuciate” rivolte alla Madonna. A Canicattì, in provincia di Agrigento, la vigilia dell’Immacolata invece è tradizione preparare i Vamparotti ossia grandi falò, allestiti in ogni quartiere.

Buccellati siciliani

Saltate le tradizionali processioni, mercatini, fiere e tutto quello che inevitabilmente comporta assembramento, non saltano di certo i tradizionali pranzi tipici. Piatto tipico di questa festività è lo “Sfinciuni”, una focaccia condita con salsa di pomodoro, cacio cavallo e acciuga. Insieme allo “Sfinciuni” troviamo i Cardi in pastella ed il Baccalà fritto con la “passolina”. In molte città è anche diffusa la tradizione delle “Muffulette”, le focaccine nel cui impasto si mettono semi di finocchio, condite con olio nuovo e origano di montagna.

Come si può facilmente intuire, sono i dolci a rendere unica e inimitabile la festa dell’Immacolata in Sicilia. Immancabile la “Petrafennula”, un torrone a base di mandorle, miele, mandorle, bucce di arancia e di cedro. Le “Mustazzola”, tipici biscotti ericini impastati con il miele, “I cosi ri ficu”, particolari biscotti dalle forme particolari, ripieni di pasta di fichi e cosparsi di zucchero colorato. Dolce principe delle festività dell’Immacolata è il “Cuccidatu”, il buccellato, che con la sua tipica forma rappresenta simbolicamente la corona di stelle, “u stellariudella Madonna. È realizzato con pasta frolla ripiena di fichi secchi, uva passa, mandorle e scorze d’arancia.

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